Il cambiamento fisico è stato così marcato da rendere complicato anche il semplice vestiario quotidiano, al punto da dover adattare i suoi abiti con strati aggiuntivi per riuscire a indossarli. Uno dei momenti più duri, ha raccontato, è stato il rientro a casa dopo il primo ricovero, quando davanti allo specchio ha stentato a riconoscersi, vivendo un vero e proprio shock emotivo e identitario.
Successivamente, modificando la terapia e sostituendo il cortisone, ha iniziato a migliorare: ha ripreso attività fisica in palestra e, nel tempo, ha recuperato circa 30 chili grazie anche a una ritrovata alimentazione e a nuove cure, tra cui un trattamento con cellule staminali e una condizione clinica che richiede monitoraggio costante per un’infiammazione all’aorta addominale, con la co