Un guaritore di cui non si può fare a meno: carbone vegetale attivato

Un guaritore di cui non si può fare a meno: carbone vegetale attivato
  1. CarbonisationCarbonizzazione: i materiali vegetali, come il legno tenero (calce, salice, betulla, pioppo), la schiuma di torba o il guscio di cocco, vengono riscaldati ad alta temperatura, tra 600 e 900 gradi, in assenza di aria. Questo passaggio permette di trasformare la materia prima in carbone grezzo.
  2. ActivationAttivazione: Il carbone risultante viene poi riscaldato una seconda volta, alla stessa temperatura, ma con l’aggiunta di vapore acqueo, aria o gas ossidante. Questo processo di attivazione crea una moltitudine di micropori sulla superficie del carbone, aumentando notevolmente la sua capacità di assorbire le tossine. Una volta attivato, viene schiacciato in una polvere fine, con ogni particella che ha una superficie di adsorbimento estremamente estesa. Infatti, un singolo centimetro cubo di carbone attivo può coprire fino a un chilometro quadrato di superficie di adsorbimento.

È questa struttura porosa che conferisce al carbone attivo la sua straordinaria capacità di intrappolare ed eliminare una vasta gamma di sostanze tossiche, come i veleni come il fenolo, così come le molecole di medie dimensioni attraverso i suoi pori intermedi.

 

 

 

Effetti purificanti del carbone attivo nell’intestino

Il carbone vegetale attivo è particolarmente efficace se consumato per via orale. A differenza di altre sostanze, non attraversa la barriera intestinale, rimanendo nel tratto digestivo fino a quando non viene espulso con le feci. Il suo potere purificante viene quindi esercitato su più livelli:

 

 

 

 

 

 

 

 

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