Qui si incontrano infatti diverse placche tettoniche. La Placca di Juan de Fuca e la Placca di Gorda scorrono e si immergono progressivamente sotto la più vasta Placca Nordamericana, dando origine a un fenomeno noto come subduzione.
Questo processo genera un costante accumulo di energia nelle profondità terrestri che, periodicamente, viene rilasciata attraverso eventi sismici di diversa intensità.
Il ruolo della Zona di Frattura di Blanco
A rendere ancora più complesso il quadro geologico dell’area contribuisce la presenza della Zona di Frattura di Blanco, una delle principali faglie trasformi del Pacifico nord-orientale.
Lungo queste strutture geologiche i movimenti avvengono attraverso lo scorrimento laterale delle masse rocciose, provocando frequentemente terremoti superficiali come quello registrato nelle ultime ore.
La limitata profondità della scossa, appena 9 chilometri sotto il fondale, conferma la natura superficiale dell’evento e spiega perché sia stato rilevato con chiarezza dagli strumenti di monitoraggio sismico.
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