Strinse i pugni.
“Perché se scoprissero che hai un legame con me… spariresti.”
Quella frase mi gelò il sangue.
Mi guardai di nuovo intorno.
Le foto.
Le prove.
Tutto… non era ossessione.
Era protezione.
Nel modo più contorto possibile.
“E adesso…?” chiesi. “Rimarrai ‘morto’?”
Mi guardò.
A lungo.
Poi scosse la testa.
“No.”
Solo una parola.
Ma mi fece battere forte il cuore.
“Ho chiuso con tutto questo”, disse. “Oggi… è l’ultimo giorno in cui devo nascondermi.”
Trattenni il respiro.
“E…?”
Si avvicinò.
Abbastanza da farmi sentire il suo battito cardiaco.
“E sono tornato… per scegliere.
” “Scegliere cosa?”
Mi guardò negli occhi.
“Scegliere tra rimanere scomparso… o tornare in vita… e affrontarne le conseguenze.”
Una lacrima mi rigò la guancia.
“E io…?” chiesi. “Che ruolo ho io in questa decisione?”
Non rispose subito.
Invece…
alzò la mano.
E mi toccò dolcemente il viso.
Quel gesto.
Familiare.
Caldo.
Reale.
—Tu… sei la ragione per cui sono tornato.
Tre settimane dopo…
lasciammo la città.
Nessuna cerimonia.
Nessuna spiegazione.
Nessun addio.
Solo due persone… che si erano perse… e si erano ritrovate.
Ricominciammo da capo.
In un posto dove nessuno sapeva chi fossimo.
Nessun passato.
Nessun segreto.
Solo il presente.
A volte mi sveglio di notte.
Lo guardo dormire accanto a me… e mi chiedo se fosse tutto un sogno.
Ma poi mi prende la mano.
Come prima.
E lo so.
È reale.
È ancora lo stesso uomo.
Quello che “morì” una volta…
Solo per tornare in vita… e scegliere di nuovo me.
FINE.
Mio marito è morto cinque mesi fa… Stamattina ho visto un uomo che gli somigliava in modo impressionante e ho deciso di seguirlo di nascosto…