«Ti porto da qualche parte», dissi.
«Dove?» mormorò.
«All’ufficio di stato civile», risposi, sorprendendo persino me stesso.
Mi fissò, con gli occhi pieni di lacrime, poi annuì.
Il viaggio non fu lungo, ma racchiudeva tre anni di silenzio, dolore e incomprensioni. Non potevo promettere la perfezione. Ma questa volta sapevo di non voler mollare di nuovo per paura.
Alcuni matrimoni non finiscono perché l’amore scompare, ma solo perché nessuno dei due sa come restare. E a volte, bisogna perdersi per capire una cosa semplice: una famiglia non si costruisce con una sola persona che si fa carico di tutto, ma con due persone che scelgono di tornare a casa insieme.